Un percorso che riguarda corpo e mente
L’intervento bariatrico non rappresenta soltanto una modifica dell’apparato digerente. Può segnare l’inizio di un cambiamento più ampio che coinvolge abitudini, percezione di sé, emozioni, relazioni e stile di vita.
Per questo motivo, il supporto psicologico può essere utile sia nella fase che precede l’intervento sia nel periodo successivo, quando la persona deve adattarsi a nuove modalità alimentari, a un corpo che cambia e a nuove aspettative su di sé.
Prima dell’intervento: motivazione, aspettative e preparazione
Nella fase pre-operatoria può essere utile esplorare le motivazioni che portano alla scelta della chirurgia, le aspettative rispetto alla perdita di peso e la comprensione dei cambiamenti richiesti nel periodo successivo.
Il colloquio psicologico può inoltre aiutare a osservare la presenza di ansia, umore depresso, difficoltà nel comportamento alimentare o altre condizioni che potrebbero interferire con l’adattamento al percorso.
Un altro aspetto importante riguarda il supporto familiare e sociale. Il cambiamento non coinvolge soltanto il paziente, ma può modificare anche abitudini condivise, relazioni e dinamiche quotidiane.
Dopo l’intervento: adattarsi a un nuovo stile di vita
Le prime settimane e i primi mesi dopo la chirurgia possono essere impegnativi. La persona deve apprendere nuove modalità alimentari, riconoscere segnali diversi di fame e sazietà e modificare routine consolidate nel tempo.
Possono alternarsi entusiasmo per i risultati iniziali, preoccupazione, senso di vulnerabilità, paura di non riuscire a mantenere i cambiamenti o difficoltà nelle situazioni sociali legate al cibo.
Il supporto psicologico può offrire uno spazio per comprendere queste reazioni e sviluppare strategie più funzionali per affrontare stress, frustrazione e cambiamento.
Immagine corporea, autostima e identità
Una perdita di peso importante può modificare profondamente il modo in cui la persona percepisce il proprio corpo e il proprio ruolo nelle relazioni.
Alcune persone sperimentano una maggiore sicurezza e un miglioramento dell’autostima; altre possono continuare a sentirsi insoddisfatte, avere difficoltà a riconoscersi o vivere con disagio aspetti come la pelle in eccesso o l’attenzione ricevuta dagli altri.
Il lavoro psicologico può aiutare a integrare gradualmente la nuova immagine corporea nella propria identità, senza ridurre il valore personale al numero sulla bilancia o al cambiamento fisico.
Fame emotiva, abbuffate e rapporto con il cibo
La chirurgia modifica la capacità gastrica e i meccanismi fisiologici della fame e della sazietà, ma non elimina automaticamente il significato emotivo che il cibo può avere per una persona.
Stress, noia, solitudine, ansia o difficoltà relazionali possono continuare a influenzare il comportamento alimentare. In alcuni casi possono emergere modalità disfunzionali, restrizioni eccessive, episodi di perdita di controllo o un rapporto conflittuale con alcuni alimenti.
Comprendere i fattori che precedono questi comportamenti può aiutare a distinguere maggiormente la fame fisica da quella emotiva e a costruire strategie alternative di regolazione.
La paura di recuperare peso
Il timore di riprendere peso è frequente e può diventare fonte di ansia, rigidità alimentare o forte autocritica.
Il recupero di peso nel tempo può essere influenzato da diversi fattori: comportamento alimentare, attività fisica, stress, supporto sociale e aderenza alle indicazioni del percorso multidisciplinare.
Il sostegno psicologico non ha l’obiettivo di imporre controllo, ma di aiutare la persona a comprendere le difficoltà, prevenire il pensiero “tutto o nulla” e mantenere un rapporto più realistico con il percorso.
Il ruolo delle relazioni e del supporto sociale
Dopo l’intervento possono cambiare il modo di stare con gli altri, la partecipazione ai momenti conviviali e il modo in cui amici e familiari reagiscono alla trasformazione.
Alcuni cambiamenti possono essere positivi, altri possono generare incomprensioni o nuove pressioni. Avere una rete di supporto adeguata può facilitare l’adattamento e la continuità nel percorso.
Un lavoro multidisciplinare
La chirurgia bariatrica richiede un approccio integrato. Il ruolo dello psicologo si affianca a quello del chirurgo, del medico, del nutrizionista o dietista e degli altri professionisti coinvolti.
Lo psicologo non sostituisce il monitoraggio medico o nutrizionale, ma può contribuire alla comprensione degli aspetti emotivi, motivazionali, comportamentali e relazionali che accompagnano il percorso.
Quando può essere utile chiedere un supporto psicologico
Può essere utile richiedere un colloquio quando emergono difficoltà nell’adattamento dopo l’intervento, paura intensa di recuperare peso, insoddisfazione corporea, fame emotiva, episodi di perdita di controllo, aumento dell’ansia, riduzione del tono dell’umore o difficoltà nelle relazioni.
Il primo colloquio serve a comprendere la situazione e valutare insieme il percorso più appropriato.
Dove ricevo
I colloqui si svolgono su appuntamento presso Medigit, Via Napoli 6, Foggia, oppure online.