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Neuropsicologia · Memoria

Quando una dimenticanza merita un approfondimento?

Dimenticare un appuntamento, un nome o dove si sono lasciate le chiavi è un’esperienza comune. La memoria risente della stanchezza, dello stress, della qualità del sonno, dell’umore e del carico di informazioni quotidiane.

Tuttavia, vi sono situazioni in cui le dimenticanze diventano più frequenti, interferiscono con la vita quotidiana o si accompagnano ad altri cambiamenti. In questi casi può essere utile osservare il fenomeno con maggiore attenzione e valutare se sia opportuno un approfondimento.

Dimenticanze comuni o segnali da osservare?

Una dimenticanza occasionale può rientrare nella normalità, soprattutto nei periodi di forte impegno, stress o scarso riposo. È diverso quando gli episodi diventano più frequenti o quando anche i familiari notano un cambiamento rispetto al passato.

  • ripetere più volte la stessa domanda o lo stesso racconto;
  • dimenticare appuntamenti, scadenze o impegni abituali con maggiore frequenza;
  • avere difficoltà a ricordare informazioni apprese da poco;
  • perdersi o sentirsi disorientati in luoghi conosciuti;
  • mostrare difficoltà nuove nella gestione di attività quotidiane prima svolte senza problemi;
  • avere difficoltà nel trovare parole comuni o seguire una conversazione;
  • presentare cambiamenti evidenti nell’attenzione, nell’organizzazione o nel comportamento.

La memoria non funziona da sola

Attenzione, linguaggio, capacità di pianificazione, velocità di elaborazione e stato emotivo possono influenzare in modo significativo la capacità di ricordare.

Ansia, depressione, stress prolungato, disturbi del sonno, alcuni farmaci e condizioni mediche possono determinare difficoltà cognitive senza che vi sia necessariamente una patologia neurodegenerativa.

Un punto importante
Una valutazione non serve a “dare un’etichetta”, ma a comprendere meglio il funzionamento cognitivo della persona e a distinguere una difficoltà occasionale da un cambiamento che merita ulteriori approfondimenti.

Quando può essere utile una valutazione neuropsicologica?

La valutazione neuropsicologica può essere utile quando le difficoltà cognitive persistono nel tempo, rappresentano un cambiamento rispetto al funzionamento precedente o iniziano a interferire con l’autonomia e con la vita quotidiana.

Attraverso il colloquio e strumenti specifici è possibile approfondire memoria, attenzione, linguaggio, funzioni esecutive e altre capacità cognitive, tenendo conto dell’età, della storia personale, del livello di istruzione e del contesto clinico.

Osservare senza allarmarsi

Accorgersi di qualche dimenticanza non significa automaticamente avere una malattia. Al tempo stesso, non è utile ignorare cambiamenti persistenti o progressivi. L’approccio più equilibrato è osservare il fenomeno e, quando necessario, parlarne con un professionista o con il proprio medico.

Un approfondimento tempestivo può aiutare a comprendere meglio l’origine delle difficoltà e, quando necessario, orientare verso ulteriori accertamenti.

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